Torino si progetta

Sito dedicato alle informazioni su temi, tempi e procedure della revisione generale del Piano Regolatore vigente

 

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CHE COS’È LA REVISIONE GENERALE DEL PIANO REGOLATORE?

Si tratta di un’operazione di “manutenzione straordinaria” dello strumento di pianificazione che regola le trasformazioni urbane e gli usi del territorio, la cui concezione scaturisce dal programma di governo della città, approvato il 28 luglio 2016 dal Consiglio Comunale. L’obiettivo è quello di progettare uno strumento urbanistico con caratteri di semplicità, trasparenza e resilienza, capace di rispondere in tempo reale alle necessità di cambiamento della Città.

A distanza di più di un ventennio dalla sua approvazione (1995), è necessario rivedere ed aggiornare il Piano Regolatore perché il quadro di riferimento è completamente mutato sia sotto il profilo delle condizioni economiche, sociali e normative, sia per la nuova visione dello sviluppo sostenibile del territorio che questa Amministrazione intende adottare.

Il Piano regolatore deve promuovere la qualità urbana, tutelare l’ambiente, offrire servizi equamente distribuiti sul territorio, valorizzare università e ricerca, dare un nuovo impulso al lavoro, regolare le attività commerciali, esprimere una prospettiva per il futuro della città.

Si è voluto “partire dal basso”. È un esperimento che vuole rinnovare lo strumento fondamentale per la gestione della città, con un processo collaborativo condotto dagli Uffici Tecnici della Città di Torino in collaborazione con gli Enti locali, il mondo accademico, le associazioni professionali, imprenditoriali, sindacali, del terzo settore e i cittadini. Un processo che vuol essere partecipativo, strutturato in gruppi di lavoro e comunicato anche attraverso questo sito web.

I tavoli di lavoro sono aperti e gruppi interdisciplinari di tecnici stanno già lavorando su sette tematiche principali: ambiente come risorsa, identità e bellezza, benessere e qualità della vita, giovani e città, lavoro produzione commercio, semplificare le regole, oltre i confini. La sfida è quella di dotarsi del nuovo strumento di pianificazione nei tempi di questo mandato politico, ma proiettato in una visione aperta al prossimo decennio.

CRONOLOGIA DEGLI INCONTRI

Tutti gli incontri tecnici (  ) e pubblici (  ) dedicati al Piano Regolatore

22 giugno 2017


Incontri con gli stakeholder: IRES Sede IRES, via Nizza 18
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19 settembre 2017


Verso la revisione del Piano regolatore. Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Torino
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16 ottobre 2017


Case. Tra spazi vuoti e eccesso di priorità Urban Center Metropolitano
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24 ottobre 2017


Quale futuro per il Trincerone? Unione Culturale Franco Antonicelli
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5 novembre 2017


Incontri con gli stakeholder: CDP Paratissima, Caserma La Marmora
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9 novembre 2017


Verso un nuovo piano regolatore di torino: dialogo con la Città Politecnico di Torino, DAD e DIST
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10 novembre 2017


Incontri con gli stakeholder: Direzioni Città di Torino Sala riunioni Urbanistica, via Meucci 4
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13 novembre 2017


UNITO Spazio Pubblico | Salute e sanità per i cittadini, biomedicina e biotecnologia per lo sviluppo Aula magna Cavallerizza Reale
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18 novembre 2017


Incontro con l'Ordine Architetti di Torino Restructura, Arena Aulenti
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21 novembre 2017


Incontri con gli stakeholder: Ordine Ingegneri di Torino Sede Ordine, via Giolitti 1
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23 novembre 2017


Suoli. Trasformazioni urbane, vecchi problemi, nuovi usi Sala Bobbio - Comune di Torino
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28 novembre 2017


Mobilità, progettazione partecipata e fruizione degli spazi urbani Unione Culturale Franco Antonicelli
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1 dicembre 2017


UNITO Spazio Pubblico - Impresa innovativa e sviluppo Aula magna Campus Luigi Einaudi
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7 dicembre 2017


Incontro con gli stakeholder: Ordine Geologi Palazzo Civico, Sala delle Colonne
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13 dicembre 2017


Persone. Capitale sociale a Torino: una città, tante vite IED - Istituto Europeo del Design
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12 gennaio 2018


UNITO Spazio Pubblico - Torino città dei giovani: alta formazione e qualità urbana Aula magna Cavallerizza Reale
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12-13 gennaio 2018


Fare spazio alle attività culturali Scuola di eddyburg
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16 gennaio 2018


Imprese. Consolidare o innovare? Centro Einaudi
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30 gennaio 2018


Incontro con il Vicesindaco Guido Montanari in merito alla revisione del Piano Regolatore Università di Scienze agrarie
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19 febbraio 2018


UNITO Spazio Pubblico - Cultura: leva per lo sviluppo
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08 marzo 2018


Incontro Collegio Geometri Università di Scienze agrarie
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13 marzo 2018


UNITO Spazio Pubblico - Mobilità: trasporti e urbanizzazione della città smart
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20 marzo 2018


Il ruolo del Sistema del Verde nell’attuale revisione del PRG Unione Culturale Franco Antonicelli
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23 marzo 2018


UNITO Spazio Pubblico - Oltre la città: una bio-economia per lo sviluppo regionale Aula magna Cavallerizza Reale
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12 maggio 2018


La visione per Torino 2030 Salone del Libro, Spazio Torino, Pad 1
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30 maggio 2018


I MERCOLEDÌ DEL PIANO: Ambiente, verde
e tutela del suolo Piazza Palazzo di Città
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06 giugno 2018


I MERCOLEDÌ DEL PIANO: Patrimonio storico, paesaggio, cultura
e qualità dello spazio urbano Piazza Palazzo di Città
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13 giugno 2018


I MERCOLEDÌ DEL PIANO: Mobilità, casa e servizi per i cittadini Piazza Palazzo di Città
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20 giugno 2018


I MERCOLEDÌ DEL PIANO: Ricerca, innovazione, scuola e Università Piazza Palazzo di Città
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27 giugno 2018


I MERCOLEDÌ DEL PIANO: Produzione e commercio Piazza Palazzo di Città
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7 TEMI

Ambiente come risorsa racchiude in sé temi come usi agricoli, orti urbani, aree verdi di quartiere e intercomunali, riqualificazione delle sponde fluviali.
Tutti sappiamo che il nostro paese, almeno in questi ultimi 20 anni, ha avuto un consumo di suolo straordinariamente elevato.  La Città di Torino, caratterizzata da un confine urbano relativamente piccolo, non si è sottratta a questo meccanismo. Il consumo ha interessato circa il 65% del territorio. È un dato di partenza preoccupante, perché avere molte superfici impermeabilizzate significa essere soggetti a quei problemi idrogeologici che, negli ultimi anni, hanno causato eventi drammatici noti a tutti.  Occorre invertire questa tendenza, avviare un cambiamento normativo e operativo volto a tendere ad un consumo di suolo pari a zero, valorizzando le aree verdi, anche collegandole con corridoi ecologici.
La Città di Torino ha anche un importante patrimonio di suolo ad uso “semi agricolo”, quello degli orti urbani, pari a circa 2 milioni di mq. È un patrimonio che ci arriva dagli anni Settanta, che fortunatamente si è conservato e che vorremmo incrementare.

Ogni città ha una sua natura specifica e Torino, in particolare, ha una storia importante e stratificata. Questo ambito di riflessione è volto a pensare al territorio come a una entità con una propria identità, che dobbiamo preservare, sviluppare, adeguare e, naturalmente, innovare. Ciò significa occuparsi della qualità della morfologia urbana, tema sul quale il dibattito è acceso. Significa occuparsi del disegno della pianificazione e capire cosa ha portato alla realizzazione di quartieri alienanti e privi di identità. Perché, improvvisamente, nella storia recente, gli assi della trasformazione viaria e le prospettive visuali storicamente collegate alle montagne e alla collina sono stati abbandonati e gli isolati sono stati interpretati in modo avulso dalla loro storia? Come possiamo determinare identità e bellezza del vivere nelle nostre periferie?
È un dibattito aperto, sul quale è stato avviato un confronto con il mondo accademico, gli ordini professionali, le associazioni, gli Enti locali e che verrà sviluppato nel futuro prossimo.

Questo tema raccoglie moltissimi approcci interrelati, dalla mobilità sostenibile all’abitare sociale, dai servizi educativi all’assistenza per gli anziani. Si tratta di costruire una città che sia a misura di categorie “deboli” quali bambini, giovani, anziani, disabili e che sia fonte di vita serena per tutti e per tutte. Il benessere e la qualità della vita sono strettamente legati alla accessibilità a servizi adeguati. Probabilmente, il Piano Regolatore vigente non ha sfruttato al meglio alcune occasioni di uso delle aree di trasformazione per dotare la città di servizi. Infatti la città ne ha ancora bisogno, in alcuni quartieri in particolare, soprattutto quelli un po’ più lontani dal centro. Su ciò occorre intervenire rapidamente e con decisione. Gli studi e le analisi del Piano devono ridefinire i bisogni per poi proporre soluzioni in grado di dare un nuovo equilibrio alle differenti parti che compongono la città.

Questo tema è inteso come città dell’università, della cultura, della ricerca scientifica, anche in rapporto alla produzione industriale e al lavoro. Una città che sappia attrarre talenti e sappia farli crescere creando nuove opportunità. La Città attualmente ospita circa 100.000 studenti, che qui lavorano, vivono, studiano, si divertono. È una città nella città, una ricchezza straordinaria che va promossa e incrementata. Occorre razionalizzare le sedi dell’Università e del Politecnico attraverso un dialogo tra i rispettivi masterplan. La città ha bisogno di residenze, di luoghi di ritrovo e di studio dove gli studenti possano ritrovarsi, socializzare, confrontarsi.
La progettazione della città universitaria coinvolgerà l’intera Giunta Comunale, in quanto si tratta di tematiche assolutamente inter-assessorili e interdisciplinari.

Dobbiamo offrire delle opportunità di investimento e di lavoro nella nostra città che siano adeguate al nostro ruolo e alla nostra tradizione. Abbiamo trasformato molte aree industriali, abbandonando e in parte distruggendo il patrimonio archeologico industriale. Questa tendenza deve essere invertita. Riteniamo che le aree di trasformazione che non sono mai partite debbano essere ripensate. Dobbiamo preservare una quota di aree libere, facendo investimenti per il futuro. Queste aree non utilizzate, preservate con usi temporanei, possono diventare patrimonio della trasformazione produttiva che verrà, anche in relazione ai programmi industria 4.0.
Un’altra necessità è approfondire il tema del commercio. Operazione non facile, per la complessità delle norme nazionali e regionali. Occorre ragionare sulle dinamiche del commercio  alla scala di quartiere, di piccola distribuzione e controllare le scelte della media distribuzione (intorno ai 1.500 – 2.000 mq di superficie di vendita) che in alcuni casi ha ricadute positive, mentre in altri situazioni può essere difficile da gestire, in termini di sicurezza, di orari di apertura, di traffico, parcheggi e di relazione con le altre attività.
La pianificazione dovrà inoltre tenere in considerazione un nuovo tema che si sta appena affacciando, ma che si svilupperà: il commercio via web,  o e-commerce, che non ha più bisogno del negozio di vendita, ma di grandi spazi per la logistica.

È un tema fondamentale, che ha molto a che fare con l’innovazione, con una Amministrazione pubblica più leggera, più efficiente e innovativa. Le numerosissime destinazioni d’uso previste dal Piano vigente, ad esempio, allungano i tempi delle trasformazioni urbane, complicano il riutilizzo degli spazi vuoti. Pertanto la semplificazione è una delle principali esigenze del Piano Regolatore attuale.
La struttura normativa deve, da un lato, presentare pochi paletti molto duri e, dall’altro, permettere una gestione flessibile, efficiente, legata ai tempi, alle necessità, garantendo la possibilità di aderire a trasformazioni economiche e sociali che sono ormai continue. Vi è poi il tema dell’adeguamento a norme nazionali e regionali sempre più stringenti e attuali, ad esempio nel campo della sostenibilità energetica e ambientale. Dobbiamo efficientare il nostro patrimonio di case, scuole, edifici comunali. Per dare un’idea delle quantità, la Città possiede circa 900 edifici. Abbiamo necessità di operare una manutenzione diffusa sul territorio. Ad un primo sguardo il tema potrebbe apparire tecnico, riservato agi addetti ai lavori, ma in realtà ha enormi ricadute sociali. L’obiettivo di fondo della revisione che stiamo avviando è un obiettivo di giustizia. Lo scopo è costruire una città diffusa, una città delle opportunità per tutti e tutte, una città che sappia riequilibrare le possibilità  e far fronte ai fenomeni sociali di segregazione, di differenze tra centro e periferia, nella fornitura di servizi.

Invertendo la concezione degli ultimi anni, noi pensiamo che la Città di Torino non debba dialogare solamente con le città del mondo, ma anche con la sua cintura, con i paesi contermini. In particolare per alcuni settori come i trasporti, il verde, la dotazione di servizi di rango, la pianificazione deve essere fatta aldilà dei confini comunali. Se è vero che Torino non ha 1.250.000 abitanti come previsto dal Piano Regolatore del ’95, è anche vero che la città non corrisponde solo ai 900.000 abitanti attuali, perché dobbiamo tenere in considerazione anche i cittadini che abitano nelle vicinanze e che quotidianamente usano la città e che alla città danno e ricevono in termini di lavoro, di cultura, di ricerca, di divertimenti. È quindi evidente che la nostra visione non possa essere legata al confine amministrativo comunale. È una visione che dialoga con i Comuni limitrofi, con la Regione, con la Nazione, fino ad arrivare al livello internazionale. Il lavoro di revisione del Piano Regolatore vigente deve inserirsi in una visione più ampia, che deve proiettarsi almeno agli anni 2030, per aprire una prospettiva di riflessione che travalichi i confini territoriali di un mandato e i confini amministrativi della città, una visione per il futuro basata sull’idea di Torino laboratorio della sostenibilità.

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